Il ritorno del Desubleo - Sito Ufficiale del Comune di Massa Lombarda

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Il ritorno del Desubleo

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Venerdì 4 aprile 2014  la città di Massa Lombarda è tornata in possesso della Madonna del Carmine  di Michele Desubleo.
Un lieto fine per una vicenda che ha dell'incredibile: la pala d'altare , attribuita ad uno dei “più seducenti pittori del '600 ” - stando alle parole del Soprintendente Luigi Ficacci - è stata ritrovata a Bologna dopo 70 anni di oblio. Fu portata nel capoluogo emiliano dopo aver subito pesanti danni in seguito ai bombardamenti dell’ultima guerra, per essere “salvata” e protetta durante i lavori di ristrutturazione della Chiesa del Carmine. Da lì in avanti, però, cadde nel dimenticatoio nei depositi della Pinacoteca Nazionale. Solo il recente ritrovamento di una antica fotografia che ritraeva il dipinto in uno degli altari Chiesa del Carmine di Massa Lombarda ha permesso l'identificazione della sua collocazione originaria. E' così partito il restauro, finanziato grazie alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, nell’ambito del progetto “Sostegno ai saperi e alle tecniche artistiche ”.

Il restauro, eseguito tra il 2012 e il 2013, è stato affidato al laboratorio di Adele Pompili e diretto da Angelo Mazza, con l’Alta Sorveglianza di Emanuela Fiori della Soprintendenza di Bologna, guidata da Luigi Ficacci. L’Amministrazione comunale di Massa Lombarda ha partecipato al progetto in tutte le sue fasi e ha, inoltre, finanziato il restauro dell’ancóna lignea e l’adeguamento della sala ai fini della sicurezza.

La tela, di grande interesse artistico, è attribuita a Michele Desubleo, considerato uno dei migliori allievi di Guido Reni. Il suo rientro è stato celebrato nel migliore dei modi: alle 17.30 di venerdì 4 aprile si è svolta infatti la presentazione pubblica della pala d’altare restaurata. Per l’occasione sono intervenuti Linda Errani, sindaco di Massa Lombarda, Marco Cammelli, presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Emanuela Fiori, della Soprintendenza per i beni storici, artistici, etnoantropologici per le province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, Angelo Mazza, coordinatore del progetto per la Fondazione e Adele Pompili, restauratrice.

Sabato 5 aprile 2014 si è svolto anche il convegno Massa Lombarda: le politiche culturali, i risultati, i progetti futuri, un momento pensato dall'amministrazione comunale per restituire e condividere con la città i risultati ottenuti nei dieci anni di mandato e per conoscere i progetti futuri che si consegneranno come testimone ai futuri amministratori.

Per l'occasione un video dimostrativo della digitalizzazione della proiezione alla Sala del Carmine. Infine, quattro presentazioni per altrettanti progetti decollati con l'attuale amministrazione e che si consegnano a chi verrà: Un nuovo Museo della Frutticoltura in chiave multimediale e multisensoriale , presentazione a cura del gruppo di ricerca Elixir del progetto di riallestimento del Museo Bonvincini; Il Buco Incavato, un progetto tra storia, identità e innovazione,  presentazione a cura del CRPV del progetto di salvaguardia della pesca di Massa Lombarda; Una nuova sala cinema per Massa Lombarda , con l'illustrazione tempi e modalità di realizzazione nell’ambito della convenzione per l’area “Ex Fabbrichina”; Lavorare in rete nel volontariato , l’esperienza del Forum delle Associazioni raccontata dai volontari. A tutti gli intervenuti sarà distribuita una copia omaggio della recente monografia “Museo Civico Carlo Venturini”.

“Questa amministrazione ha voluto utilizzare come antidoto alla crisi la cultura – ha sottolineato il sindaco Linda Errani -. Un modo di ‘fare cultura’ contraddistinto dal coinvolgimento della comunità che migliora la qualità della vita e il benessere percepito. La città, attraverso la cultura, ha senza dubbio aumentato il grado di attrattività verso l’esterno e stimolato il senso di appartenenza. Posso riassumere questi dieci anni di mandato con dieci punti relativi alle politiche culturali: il centro culturale “Carlo Venturini”, oggi gioiello della città, la crescita degli spettacoli dal vivo, la trasversalità dalla tradizione al contemporaneo, il lavoro in rete sul volontariato (il Forum delle Associazioni), la promozione dei giovani, gli investimenti in creatività (luoghi, opportunità, occasioni d’arte), la crescita del patrimonio artistico (come il ritrovato Desubleo), la riscoperta della pesca Buco Incavato tra storia, identità e futuro, il progetto di riallestimento in chiave multimediale del museo Bonvicini e, infine, il nuovo cinema, un traguardo oggi possibile”.

 
Relazione di Emanuela Fiori (1.731kB - PDF)

 

 

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