

CHI E' LA ZANZARA TIGRE
Appartenente all'ordine dei ditteri, genere Aedes e specie albopictus, la Zanzara Tigre, arrivata in Italia più di un decennio fa dal Sudest asiatico, è ormai ben adattata ai nostri ambienti. E' quindi a tutti gli effetti una zanzara italianizzata.
Dal punto di vista dell'aspetto, Aedes si distingue molto bene dalla zanzara comune per la livrea “tigrata”. L'adulto di Zanzara Tigre, infatti, ha un corpo nero con striature bianche su capo, torace addome e zampe. Le sue dimensioni sono comprese tra i 4 e i 10 mm.
Il ciclo vitale della Zanzara Tigre comprende 4 stadi: uovo, larva, pupa e adulto. Le uova sono nere e lunghe circa mezzo millimetro. Le larve, che crescono e si sviluppano in acqua, sono disposte in un'unica fila a pelo dell'acqua, e sono caratterizzata da una grossa spina centrale. L'adulto, infine, vive sulla terra ferma.
La Zanzara Tigre ha origine nel Sudest asiatico. I primi avvistamenti in Italia risalgono a metà anni '90, associati a depositi di pneumatici usati importati e scaricati al porto di Genova. Oggi è diffusa su gran parte del territorio nazionale.
La presenza di “siti a rischio”, come appunto gli pneumatici usati e altri contenitori dove ristagnano anche piccole quantità di acqua, ha consentito la creazione di “aree primarie di colonizzazione” dalle quali è iniziato l'insediamento del territorio circostante.
In Emilia-Romagna, è bastato poco più di un decennio perché Ae. albopictus infestasse tutte le città capoluogo e la maggior parte dei comuni di pianura e bassa collina di ogni provincia. Attualmente la diffusione in nuove località avviene in gran parte per trasferimento passivo tramite il traffico veicolare.
ABITUDINI
Particolarmente aggressiva, la Zanzara Tigre è attiva anche in pieno giorno.
Gli adulti di Zanzara Tigre generalmente preferiscono spazi aperti, al riparo negli ambienti freschi e ombreggiati e trovano quindi rifugio soprattutto tra l'erba alta, le siepi e gli arbusti. Tuttavia, negli ultimi anni sono stati segnalati abbondantemente anche in zone assolate come i parcheggi dei supermercati o nelle aree industriali, dove ci sono pochi alberi.
CICLO DI VITA DELLA ZANZARA TIGRE
La femmina di Aedes, responsabile delle punture all'uomo, può compiere diversi pasti di sangue a distanza di 3-5 giorni uno dall'altro e in condizioni ottimali (ad esempio in laboratorio) può vivere anche più di 40 giorni.
A partire da circa 60 ore dopo il pasto di sangue le femmine depongono tra le 40 e le 80 uova, disponendole singolarmente appena sopra il livello dell'acqua. In laboratorio si è visto che ogni femmina è in grado di deporre le uova anche per 7 cicli consecutivi, per un totale di 350-450 uova per individuo in una stagione.
Grazie a raffinati meccanismi bio-fisiologici, le uova di Zanzara Tigre possono sopravvivere in forma quiescente anche durante il freddo invernale e i periodi di siccità. Una umidità del 60-70% e temperature di 25°C sono sufficienti a far sopravvivere circa un quarto delle uova deposte per 4 mesi.
Basta però che le uova siano sommerse anche in una minima quantità d'acqua per un'ora, a temperature miti, per schiudersi. Se l'immersione si prolunga per almeno 7 giorni, il ciclo adulto della zanzara riparte. In primavera e autunno, dalla deposizione delle uova fino allo sfarfallamento dell'adulto passano in media 15-20 giorni, mentre in piena estate questo periodo si accorcia a soli 6-8 giorni.

Al fine di condividere strategie comuni di lotta, per prevenire la ulteriore diffusione di questo fastidioso insetto la Regione Emilia Romagna ha adotta un Piano regionale per la lotta alla zanzara tigre e la prevenzione della Chikungunya , che prevede un potenziamento della lotta alla zanzara tigre e maggiori sistemi di sorveglianza sanitaria e monitoraggio.
Il Piano contiene le indicazioni operative e tecniche per strutturare il sistema regionale rispetto al rischio di un epidemia di febbre da virus Chikungunya, virus trasmesso dalla zanzara tigre, dopo i focolai che si sono verificati nel corso del 2007.
Il Piano è il risultato di un confronto tra istituti scientifici regionali e con organismi sanitari nazionali (Ministero della salute, Istituto superiore di sanità) e internazionali (European center for disease prevention and control; Organizzazione mondiale della sanità; Ministero della sanità francese).
A livello organizzativo , il Piano individua una doppia responsabilità istituzionale: ai Comuni spetta la gestione diretta degli interventi di disinfestazione, al Servizio sanitario regionale spettano la sorveglianza sanitaria, l’attività di diagnosi e le misure di controllo e di diffusione della malattia.
Piani ordinari di disinfestazione sono realizzati in tutti i Comuni in cui è presente la zanzara tigre.
Il virus Chikungunya si trasmette attraverso le punture di zanzara tigre. La febbre Chikungunya è una malattia dal decorso benigno i cui sintomi sono febbre alta e dolori articolari. Obiettivo del sistema di sorveglianza , in capo al Servizio sanitario regionale, è l’identificazione precoce dei casi (anche sospetti) di Chikungunya, in modo da attivare tempestivamente le misure di controllo sanitario e di lotta alla zanzara tigre per impedire la trasmissione della malattia.
A partire dal mese di aprile, momento in cui inizia la ripresa del ciclo vitale della zanzara tigre, sarà realizzata una campagna informativa capillare , che coinvolge i Comuni, le Province, le Aziende sanitarie, i cittadini, i viaggiatori; per sollecitare la partecipazione di tutti alla lotta a questo insetto anche con disinfestazioni nelle aree private; per raccomandare la protezione individuale dalle punture e per invitare a segnalare eventuali sintomi al proprio medico di famiglia. L’attiva partecipazione di tutti i cittadini è, infatti, elemento essenziale per dare piena efficacia alle iniziative programmate.